Crisi d’asma acuto e Soccorso Sanitario Territoriale

A cura di: Guido F. Villa*, Marco Botteri**, Manuel Moretti***
*Responsabile Aspetti Clinici del Soccorso, Direzione Sanitaria – AREU Lombardia,
**Dirigente Medico AAT 118 ed Elisoccorso Brescia – AREU Lombardia
***Dirigente Medico AAT 118 ed Elisoccorso Bergamo – AREU Lombardia

Tendenze Nuove n.1 – 2018; 8-10: DOI: 10.32032/TENDENZE01201807.PDF


Scarica Pdf

A completamento di quanto riportato sul n° 2 di Tendenze nuove presentiamo un “FOCUS” sulla problematica dell’asma con l’ottica del soccorso territoriale 118, sempre più impegnato giornalmente nella battaglia a questa importante e prevalente patologia, gravata in particolare da crisi acute, spesso severe e ricorrenti.

In accordo con le più recenti indicazioni internazionali l’asma viene ormai de nito una “malattia eterogenea” che include condizioni cliniche molto diverse tra loro per eziopatogenesi, basi biologiche, manifestazioni cliniche, decorso nel tempo e risposta alla terapia (1).

Una de nizione operativa molto sintetica descrive invece l’asma come una combinazione di sintomi e di alterazioni funzionali respiratorie ben definite (ostruzione bronchiale reversibile spontaneamente o dopo terapia, con iperreattività bronchiale) sostenuti, nella maggior parte dei casi, da un processo infiammatorio delle vie aeree che può sistematicamente portare ad un rimodellamento strutturale (2).

Nonostante il fondamentale apporto del MMG e dello specialista di riferimento (Pneumologo e/o Allergologo) con le migliori terapie per il controllo di questa malattia, la gestione delle riacutizzazioni, stimate in circa 1 episodio/paziente/anno, richiede spesso l’intervento del Soccorso di Emergenza Territoriale (SET) del circuito 118.

L’intervento di Emergenza

Le riacutizzazioni con chiamata al Sistema 118 sono per la maggior parte quelle moderate o gravi e richiedono un ricorso a terapie aggiuntive e, quasi sempre, all’ospedalizzazione. Infatti il paziente gestisce autonomamente la sintomatologia acuta lieve, ma quando questa non si è risolta con la terapia usuale, significa che la riacutizzazione è già divenuta moderata/ grave con una sintomatologia complessa (PEF 33-50%) di crisi respiratoria caratterizzata da broncospasmo. Clinicamente la crisi si manifesta con dispnea, respiro sibilante, tosse insistente, utilizzo della muscolatura accessoria, cute fredda e sudata, ipertensione, evidente irrequietezza e inca- pacità a completare una frase ed evidenzia parametri vitali alterati come Frequenza Respiratoria > 25, Frequenza Cardiaca > 110 ed End Tidal CO2 > 42 (se misurata). In alcuni casi addirittura il paziente presenta unariacutizzazione severa/mortale (PEF < 33%) con cianosi, bradiaritmia, ipo- tensione, silenzio respiratorio, importante obnubilamento del sensorio, SpO2 < 90% ed EtCO2 > 48. Se non trattate immediatamente ed adeguatamente queste crisi respiratorie possono portare a serie conseguenze e in alcuni casi possono risultare anche fatali (3).

In tutte le situazioni di grave insufficienza respiratoria non bisogna però dimenticare di effettuare sempre una diagnosi differenziale che, tra gli eventi più probabili, può comprendere: la presenza di corpi estranei, lo scompenso cardiaco, la BPCO scompensata, la polmonite (anche ab ingestis), le masse polmonari o mediastiniche o l’embolia polmonare (4).

Solitamente la richiesta di intervento del “SET 118 ” avviene proprio per la gestione in emergenza della crisi respiratoria, insorta comunemente a domicilio oppure “on scene” in luogo pubblico, nonostante la usuale terapia di base assunta dal paziente o perché la crisi non risulta più gestibile autonomamente dal paziente stesso mediante i farmaci precedentemente prescritti in caso di “attacco d’asma”; in alcuni altri episodi gestiti dal 118 la grave crisi asmatica è strettamente relazionata ad un evento allergico grave, non raramente di prima insorgenza in quel paziente. Sono riportati in letteratura internazionale persino giornate particolari che hanno enormemente amplificato l’intervento del sistema di soccorso di emergenza (EMS) mettendo addirittura in crisi il sistema stesso per la numerosità e la contemporaneità degli eventi nella stessa area (5).

I dati Lombardi

Nell’anno 2016 l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU), proprio in relazione alla gestione della crisi respiratoria acuta attribuibile all’asma moderata/severa, ha effettuato un totale di 664 interventi (codice Rosso). Di questi il 77,7% sono stati effettuati al domicilio del paziente, mentre nel restante 32,3% l’intervento è stato richiesto “on scene” (strada, impianto sportivo o lavorativo etc…).

Considerando il limite adulto/pediatrico a 15 anni compiuti, il 17,8% delle persone soccorse erano bambini, mentre la distribuzione maschi/femmine ha evidenziato il 46,7% nei Maschi ed il 53,3% nelle Femmine. Nella maggioranza dei casi la valutazione/trattamento del paziente è successivamente esitata in un trasporto verso un Pronto Soccorso/DEA (92,3% dei casi). Nel restante 7,7%, risolto l’evento acuto sul posto con l’adeguata terapia, il paziente ha ri utato il ricovero. Tut- ti i pazienti hanno avuto un supporto di ossigenoterapia durante l’in- tervento.

Nel 75% dei casi il dispatch della Sala Operativa Regionale ha determinato l’invio contemporaneo del mezzo di base (Ambulanza – MSB) e di un mezzo avanzato (Equipe Sanitaria – MSA) (6).

Le indicazioni terapeutiche

Per quanto concerne l’aspetto assistenziale di soccorso territoriale e durante il trasporto la loso a di trattamento va differenziata a seconda della presenza o meno di un mezzo avanzato con equipe sanitaria, in grado di gestire il paziente anche con un approccio farmacologico e gestionale con un supporto di elevata qualità medica.

In caso di presenza del solo mezzo di base (MSB) la situazione è considerata “Scoop and Run” con trasporto rapido al Pronto Soccorso/ DEA più vicino, senza tralasciare alcune importanti procedure da at- tuare n dall’incontro con il paziente, quali: il posizionamento con decubito ortopnoico o in semiortostatismo sulla barella (Fowler’s position), il rilevamento della ossimetria (SpO2) se misurabile e degli altriParametri Vitali, l’erogazione di ossigenoterapia da 2 a 6 l/min (targetSpO2 = 92%), l’aiuto al paziente ad utilizzare il proprio inalatore per la broncodilatazione (se già prescritto dal curante e qualora non già usato). Tutto ciò deve avvenire sempre con un costante monitoraggio e supervisione della Centrale Operativa di competenza.

In tutti gli eventi in cui l’intervento è condotto invece da un mezzo avanzato (MSA) è possibile dilazionare il trasporto verso l’ospedale fino al raggiungimento sul posto di una situazione più stabile con l’idonea terapia che, oltre a quanto già indicato per il MSB, prevede una serie di “step terapeutici” ed in particolare (7):

  • Il controllo con il sistema nasale dell’ EtCO2 (se attuabile ed affidabile)
  • Il reperimento di una via venosa periferica sicura
  • La somministrazione di beta2-agonisti short acting e/o ipratropio perinalazione (se non già utilizzati)
  • La somministrazione di steroidi inalatori quali beclometasone edper via venosa (ev) idrocortisone/metilprednisolone (se non giàutilizzati)
  • La eventuale somministrazione di adrenalina inalatoria/sc
  • La eventuale somministrazione di magnesio ev (nei bambini)
  • L’assistenza ventilatoria manuale (pallone manuale con peep)
  • L’assistenza ventilatori artificiale dopo incubazione (una sconfitta…).

Per quanto concerne l’intervento terapeutico di emergenza sul postoi dosaggi farmacologici utilizzati nelle crisi di asma moderata o severa sono i seguenti:

  • Ossigeno: 1 – 6 l/min con mask aperta/occhialini (Target SpO2 = 92%)
  • Salbutamolo: spray 100 mcg/puff ripetibile
  • Ipratropio: aerosol con O2 500 mcg/2 ml in soluzione siologica, continuativo se tollerato
  • Beclometasone: aerosol 0,8 mg/2ml in soluzione siologica, conti- nuativo se tollerato
  • Idrocortisone: fino a 500 mg ev, dose ripetibile (pediatrico 1-2 mg/Kg)
  • Metilprednisolone: 20/40 mg im/ev (pediatrico fino a 2 mg/Kg)
  • Adrenalina: Aerosol 1 mg/1ml in soluzione fisiologica, per il tempo necessario
  • Adrenalina: sc/ im 0,3 – 0,5 mg (pediatrico 0,1 mg)
  • Magnesio: 1 – 2 mg ev lentamente (10 min); pediatrico 50 mg/Kg (in 30 min)
  • Ventilazione manuale: TV = 250 ml, FR assistita o < 25 atti/min, Te lungo (≈1,5-8 secondi), Peep = 5 – 7,5 cm H2O (max 10)


La scelta dell’intubazione tracheale sul territorio risulta quale scon- tta terapeutica precedente e va correttamente ponderata con la situa- zione clinica, considerati i rischi intrinseci della manovra su pazienti così impegnati. Il successivo trasporto del paziente deve sempre avvenire con un suo corretto posizionamento e continuando la terapia necessaria (7).

Poiché l’arrivo in PS/DEA deve prevedere una “Fast-Track” per la Sala Urgenza o la Terapia intensiva nei pazienti intubati, la Centrale Operativa, si adopererà per dirigere il mezzo di soccorso verso l’ospedale più idoneo a gestire tale paziente, aggiornando la postazione di triage sul codice di arrivo e sulle condizioni cliniche del paziente da accettare.

Bibliografia

  1. Linee Guida Global Initiative for Asma GINA Italiane (Versione 2016-2017).
  2. Global Initiative for Asma (update 2017).
  3. Masoli M, et al. The global burden of asthma: executive summary of the GINA dissemination committee report. Allergy 2004; 59: 469-78.
  4. World Health Organisation (2007) Global Surveillance, Prevention and Control ofChronic Respiratory Disease: a Comprehensive Approach. Geneva World HealthOrganisation.
  5. Emily Andrew, et al. Stormy Weather: a retrospective analysis of demand for EMSduring epidemic Thunderstorm Asthma. BMJ 2017; Clin Res 359: j5636.
  6. Botteri M, Villa GF, Moretti M. Corso Insuf cienza Respiratoria Acuta Severa eDispnea Grave. Percorso formativo per Soccorso Sanitario, Formazione AREU HQ,2017.
  7. Villa GF, Moretti M, Botteri M. Asma e BPCO. Corso Insuf cienza RespiratoriaAcuta Severa e Dispnea Grave. Milano 20/11/2017 – AREU HQ.

Torna all’indice

©2021 TendenzeNuove.it - Passoni Editore srl

Log in with your credentials

Forgot your details?