Osservatorio Italiano Prevenzione (OIP) dal 2010 a oggi: realizzazioni e possibilità di sviluppo

Francesco Calamo-Specchia, Anna Lisa Nicelli, Massimo Valsecchi


1. Un osservatorio per la prevenzione

Nel novembre del 2010, lanciata dalla Fondazione Smith Kline (Fsk) e tempestivamente raccolta dalla Società Italiana di Igiene (SItI), ha preso il via una esperienza di costruzione – ampiamente partecipata da parte degli operatori dei Dipartimenti italiani – di strumenti di valutazione qualitativa e di rilevazione quantitativa di tutte le attività di prevenzione svolte nel SSN, che ha condotto all’istituzione di un Osservatorio Italiano sulla Prevenzione (OIP).

Tale ardua sfida è stata ritenuta necessaria perché le esigenze di specificità organizzativa negli interventi preventivi dei diversi territori regionali sembravano aver generato qualche sordità verso le necessità imprescindibili di omogeneità del SSN nel suo complesso; e perché una certa scotomizzazione del contesto nazionale degli interventi sanitari pareva venire disegnando per il nostro Paese un nuovo scenario di particolarismi e diseguaglianze come quello a suo tempo sanato dalla legge 833.

In un contesto culturale orientato dunque al rilancio del SSN come promotore del diritto alla salute di tutti i cittadini, che può essere garantito al massimo grado solo rifacendo della prevenzione il centro motore forte e riconosciuto di tutto il sistema sanitario, e della prevenzione primaria il fulcro di tutte le attività preventive, l’OIP ha individuato tre fondamentali obiettivi strategici:
• porsi come possibile localizzazione comune e sintesi per le diverse esperienze geografiche e per le differenti appartenenze professionali, contribuendo con le sue indagini a realizzare un confronto tra le diverse esperienze e i diversi “mondi” della prevenzione italiana;
• attivare sia un sistema di controllo epidemiologico oggettivo per rilevare assetti organizzativi, dotazioni, attività della prevenzione nel nostro Paese, sia un sistema di ascolto e confronto degli orientamenti e atteggiamenti soggettivi dei suoi operatori, sottoponendo ai Dipartimenti rispettivamente una griglia di rilevazione oggettiva di dati e informazioni, ed un questionario di valutazione e di autovalutazione soggettiva degli operatori;
• arrivare infine, analizzando risposte e pareri forniti dagli operatori delle diverse Regioni italiane, alla definizione di «che cosa è» e di «che cosa fa» il Dipartimento, ma soprattutto di «che cosa sarebbe auspicabile che fosse e che facesse»; portando in tal modo un contributo al disegno di una ipotesi di Dipartimento forte e condivisa – e tanto più forte quanto più condivisa – che in maniera forte e condivisa possa poi essere proposta ai referenti istituzionali e politici del SSN.

Finalizzazione ultima dell’OIP è dunque favorire un cambiamento dei Dipartimenti, nei termini di un loro miglioramento e rafforzamento sia organizzativo che “politico” ed istituzionale.


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