La clinical governance di asma e BPCO nelle popolazioni complesse: l’uso epidemiologico dei dati amministrativi

Rossella Moscogiuri,
Direttore SC Farmacia – Presidio Ospedaliero Centrale, ASL di Taranto


La grave crisi finanziaria, che si consuma ormai dal 2007 e di cui si intravedono solo brevi segnali di ripresa, ha accentuato la difficoltà di garantire la tenuta del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che se da un lato, secondo l’OMS, è il secondo al mondo per i principi universalistici, solidaristici e di gratuità che lo permeano, dall’altro si colloca al 14°posto in termini di efficienza gestionale in cui c’è ancora molto da recuperare. Nel nostro Paese il welfare è sottoposto alla costante minaccia del mancato bilanciamento fra un Pil in costante decremento e la domanda di salute della popolazione in crescita esponenziale a causa della variabile demografica di un invecchiamento progressivo.

Gli ultra sessantacinquenni sono il 20.3% della popolazione generale; nel 2030 saranno il 33%. La decade che cresce più rapidamente è quella fra gli 80 e i 90 anni. In questo scenario, si assiste ad un profondo mutamento, radicale, culturale e tecnologico della medicina passata da una visione che aveva al centro dell’agire la malattia ad una dimensione olistica incentrata sulla persona. La diretta ed ineludibile conseguenza del mutamento demografico e dell’incremento numerico dei gruppi di interesse intorno alle specifiche patologie, è il cambiamento, sia qualitativo che quantitativo, delle richieste di prestazioni da parte del cittadino.

Il SSN deve confrontarsi con un quadro di complessità che impone modelli gestionali basati sulla medicina d’iniziativa attraverso i quali realizzare la presa in carico di pazienti con patologie croniche e l’ottimizzazione delle proposte terapeutiche.


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