Da Don Abbondio a Charlot

Alfredo Zuppiroli,
Già Direttore Dipartimento Cardiologico, Azienda Sanitaria di Firenze


Recensione a: “Comunicazione profonda in Sanità” di Francesco Calamo-Specchia, Maggioli Editore

Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
T.S. Eliot

Un programma politico per una nuova Sanità, ma non solo.
Come altrimenti definire un’opera che, partendo dall’ambito della relazione e della comunicazione tra paziente e medico, tra cittadini ed organizzazione della Sanità, ed attraverso una ferma denuncia dell’attuale contesto, arriva a proporre un modello di amministrazione della cosa pubblica radicalmente diverso? Che il libro si muova in pieno nell’ambito della Politica ce lo dice l’Autore stesso, quando ci ricorda che è necessario lavorare sulla domanda sanitaria “sia per renderla consapevole…sia per modificare opportunamente il contesto nella quale essa si forma. Tale lavoro va
effettuato anzitutto a livello di macrosistema nazionale, come governo delle ricadute sanitarie di certe politiche generali:…traffico privato/pubblico,… sviluppo edilizio, assetto urbanistico, verde pubblico, infrastrutture sportive
e culturali, del tempo libero;…politiche per l’occupazione, scelte energetiche e produttive,…ambiente,…ritmi e rischi del lavoro,…lotta all’evasione fiscale, sostegno…ai sistemi pubblici sanitario, scolastico, culturale, di assistenza sociale,…interventi contro le nuove povertà”. Un programma politico in piena regola, animato da uno spirito profondamente laico, in quanto a partire dalla definizione di comunicazione si riconosce che ogni definizione
non è valida a priori ed immutabile, ma è “il frutto mutevole di una contingenza storica, ed è anche uno strumento potente di orientamento operativo”.


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