I PROs in oncologia: dall’esperienza alla letteratura scientifica, le indicazioni per un corretto impiego dello strumento

Francesco Perrone,
Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli


Sono molto lieto di intervenire sull’uso dei PROs in oncologia, dal momento che nel corso degli ultimi anni ho coordinato vari studi clinici su farmaci anti-neoplastici (n terapie di supporto) in cui un PRO rappresentava l’endpoint primario o il co-primary endpoint. Penso ad esempio allo studio ELVIS sulla virelbina nei tumori del polmone dell’anziano, allo studio GEMVIN3 sulla chemioterapia senza platino nei tumori del polmone dell’adulto; e poi a tre studi che confrontano modalità diverse di somministrazione degli stessi farmaci, settimanale contro tri-settimanale.
Il mio intervento sarà strutturato in tre parti:
a) quello che ho imparato coordinando studi non profit in oncologia;
b) quello che mi ha colpito spulciando la letteratura;
c) le riflessioni che ho fatto alla luce di quanto ho imparato e di quanto mi ha colpito (come dire c=a+b+senso_critico). Premettendo che non a tutte le domande sul tappeto mi sentirò di dare una risposta, men che meno definitiva.


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    Giuseppe Recchia, Fondazione Smith Kline, Verona
    Il progressivo invecchiamento della popolazione ed il conseguente aumento di malattie croniche e degenerative, in un contesto di risorse sempre più scarse rappresentano la sfida principale per la sostenibilità del sistema sanitario.
    La risposta a tale situazione deve basarsi sia su maggiore efficienza dell’assistenza sanitaria da parte delle istituzioni e dei professionisti e sulla razionalizzazione delle risorse economiche che sullo sviluppo di un nuovo atteggiamento del paziente nei confronti della malattia e sulla terapia....Continua

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