Salute Digitale, la corsa è già iniziata…

Editoriale di Giuseppe Recchia
Fondazione Smith Kline, Verona
Tendenze Nuove n.2 – 2019; 3-6: DOI: 10.32032/TENDENZE201915.PDF

 
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L’introduzione del volume “Digital Therapeutics: pharma’s threat or opportunity1 di Paul Simms e Jim O’Donoghue, contiene una delle prime descrizioni di un futuro nel quale la Salute Digitale2 ed in particolare una delle sue sottocategorie emergenti, la Terapia Digitale3, avranno raggiunto una sufficiente maturità per rappresentare una situazione di “normalità”.

Gli autori collocano nel 2025 la situazione descritta nella loro presentazione, un futuro di breve – medio termine. Il futuro tuttavia non è distribuito in modo eguale nel mondo, in quanto sono diversi i tempi ed i modi con i quali i paesi disegnano, progettano e attuano le azioni per realizzarlo.

L’implementazione in Germania della nuova legge sulla Sanità Digitale (Digitales Versorgungsgesetz – DVG)4 che prevede dal 2020 il rimborso delle Terapie Digitali e di altre tecnologie digitali per la salute di provata efficacia per i cittadini tedeschi coperti dalla assicurazione sanitaria pubblica, rappresenta un punto di svolta per il loro ingresso nella pratica medica europea.

Alla stessa data, altri paesi si caratterizzano per il completo “vuoto legislativo”5 e si candidano ad una inevitabile alternanza di ritardi e rincorse. Questo descritto da Simms e O’Donoghue si riferisce al futuro desi- derato dei paesi nei quali le attività del suo disegno sono già state pensate, discusse ed avviate e verso il quale stanno orientando azioni e sviluppando iniziative.
Un futuro digitale che interessa tanto la salute quanto lo sviluppo economico e sociale, dove si concentrano sforzi ed investimenti sia a livello pubblico che, soprattutto, privato e che vede il concorso di grandi aziende tecnologiche, nuove imprese di biotecnologia digitale, startup innovative, imprese tradizionali del farmaco tra loro connesse in un nuovo ecosistema di ricercano, sviluppo ed innovazione6.

Nei paesi del ritardo e della rincorsa, il futuro viene osservato come sorpresa, con poca o senza consapevolezza del fatto che rappresenti la conseguenza della azione individuale e collettiva del paese al quale si appartiene.

Con la loro autorizzazione, proponiamo la narrazione della situazione descritta dagli autori, nella quale – con la speranza e l’augurio che il ritardo del nostro paese non vada oltre gli anni ’20 – abbiamo dovuto spostare alla seconda metà del nuovo decennio le lancette del tempo.

La corsa è già iniziata…6

Siamo nella seconda metà degli anni ’20 e le terapie erogate per via digitale fanno ormai parte della nostra normale esperienza sanitaria.

Lo smartphone, che già rappresentava il nostro primo punto di riferimento in tema di salute, è stato ora elevato al ruolo di guida per la gestione della nostra salute e delle nostre condizioni personali.

Questo dispositivo ci offre terapie e consigli, sia a livello conscio che inconscio, è informato su quando abbiamo preso le nostre medicine, ci mostra come rendere ottimale il nostro stile di vita, ci indica i dosaggi dei nostri farmaci e ci invita a consultare il medico quando rileva dati anomali, diventando in tal modo il riferimento generale per la nostra assistenza sanitaria.

Stiamo assistendo all’emergere del gemello digitale (digital twin), una versione virtuale di noi stessi che può “provare” per nostro conto le terapie prescritte prima di essere realmente assunte.

Diversamente dal passato, per valutare e prendere decisioni terapeutiche i medici ora utilizzano anche i dati dei nostri dispositivi, come ad esempio l’Apple Watch, in grado di rilevare diversi parametri biologici e funzioni vitali e di segnalare i segni premonitori di numerose patologie.

I medici raccomandano abitualmente ai propri paziente servizi digitali per il monitoraggio delle condizioni di salute e trattamenti che – in molti casi – non prevedono un principio attivo chimico o biologico, ma digitale.

Per loro natura, queste terapie sono in grado di generare in tempo reale dati che possono essere interpretati con sistemi di deep learning e che consen- tono agli operatori sanitari di automatizzare aspetti routinari della cura, ad esempio per mezzo di avvisi e consultazioni attraverso chatbot, i quali possono fornire ai pazienti gran parte delle informazioni di cui hanno bisogno per restare aderenti alle prescrizioni delle loro cure.

Le tecnologie digitali possono in tal modo agire da moltiplicatore di forza per il medico e l’infermiere, i quali riescono a concentrare il loro tempo e impegno sui pazienti con i disturbi più complessi e con maggior bisogno dei loro interventi.

Quando appropriato, un sistema di Intelligenza Arti ciale avverte il medico della necessità del suo intervento personale sul paziente e lo assiste nel prendere decisioni rapide, in linea con le procedure migliori e più appropriate.

Accanto agli operatori sanitari, anche i pagatori fanno ora af damento sulla disponibilità di queste grandi quantità di dati, generati dalle tecnologie digitali nel contesto della reale pratica medica e li utilizzano come parte integrante per le negoziazioni “basate sui risultati” dei prezzi delle diverse terapie, senza alcun aggravio operativo per la gestione sanitaria.

Le Terapie Digitali sono divenute una componente fondamentale degli interventi forniti dai servizi sanitari – pubblici e privati – in quanto hanno dimo- strato il proprio valore terapeutico, fornendo risultati migliori rispetto ai soli farmaci quando usate in combinazione oppure risultati simili a costi molto inferiori quando usate in sostituzione dei farmaci.

E di conseguenza i ritorni economici delle Terapie Digitali sono aumentati in modo esponenziale da quando pagatori ed enti di HTA ne hanno consta- tato in modo de nitivo il valore nel raccomandarli e prescriverli.

In generale, disponiamo ora di un sistema sanitario molto più dinamico e proattivo, nel quale i cittadini – realmente coinvolti ed empowered – prevengono e si prendono cura in modo attivo delle loro malattie e della loro terapia.

I sistemi sanitari, da anni sottoposti a crescenti pressioni economiche da parte di una popolazione che invecchia e gravata dal peso sempre maggiore delle malattie croniche, ora possono operare meglio con meno risorse.

Ed i pazienti possono godere di un maggior numero di anni in benessere rispetto a quanto avrebbero potuto aspettarsi solo pochi anni prima, nel 2020…

Bibliografia

  1. Simms P, O’Donoghue J. Digital Therapeutics: pharma’s threat
    or opportunity 
    https://www.s3connectedhealth.com/resources/ white-papers/digital-therapeutics-pharmas-threat-or-opportunity/ (2019)
  2. Goldsack J. Digital Health, Digital Medicine, Digital Therapeutics (DTx): What’s the difference? https://medium.com/digital-medicine- society-dime/digital-health-digital-medicine-digital-therapeutics-dtx- whats-the-difference-92344420c4d5 (2019)
  3. Digital Therapeutic Alliance. Digital Therapeutics: Combining Technology and Evidence-based Medicine to Transform Personalized Patient Care. https://dtxalliance.org/wp-content/uploads/2018/09/ DTA-Report_DTx-Industry-Foundations.pdf (2018)
  4. Deutscher Bundestag. Digitale-Versorgung-Gesetz-DVG. http://dip21.bundestag.de/dip21/btd/19/148/1914867.pdf (2019)
  5. Sergio Pillon. Sanità digitale: la nuova legge tedesca e il vuoto legislativo del’Italia. https://www.agendadigitale.eu/sanita/sanita-digitale-la-nuova- legge-tedesca-e-il-vuoto-legislativo-delitalia/ (2019)
  6. Accenture. The race is on. Taking advantage of digital platforms
    for medical technology. https://www.accenture.com/_acnmedia/pdf-77/ accenture-medical-technology-digital-platforms.pdf (2018)

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